"I migranti a Castiglione? Per noi l'accoglienza viene prima di tutto"

sabato 26 gennaio 2013
Parla Carmine Pantaleo, sindaco di Andrano, il comune che in oltre un anno e mezzo ha vissuto in prima linea un’esperienza delicata quale quella di accogliere nel proprio territorio la piccola comunità di migranti. 

È passata dalle rotaie delle Ferrovie Sud-Est, tra Castiglione d’Otranto e Montesano, la protesta pacifica (clicca per vedere l'articolo) che lo scorso 16 gennaio ha puntato i fari sui migranti che nel 2011, sospinti dai venti di guerra della primavera araba, arrivarono nel nostro Salento dopo essere sbarcati a Lampedusa in fuga dalla guerra in Libia nel maggio 2011.

Il 28 febbraio, a distanza di circa due anni, la Masseria Del Monte a Castiglione, che li ospita, serrerà i battenti in parallelo con gli altri quattro centri di Salve, Copertino, Lecce e Trepuzzi: il rubinetto dei finanziamenti si è chiuso, l’emergenza del nord Africa si è esaurita nella concessione del permesso di soggiorno, con il quale tutti i migranti possono circolare liberamente per un anno nell’Unione Europea. 

Abbiamo così chiesto al sindaco di Andrano, Carmine Pantaleo, di raccontarci i risvolti di questa vicenda. 

Sindaco Pantaleo, è possibile fare un bilancio della permanenza dei migranti a Castiglione? 
L’esperienza è stata assolutamente positiva, aldilà delle oggettive difficoltà iniziali e di quest’ultima fase. È umanamente toccante stare vicino a loro, guardarli negli occhi e provare ad incoraggiarli nell'immaginare di trovare un futuro altrove, senza assistenzialismi. Purtroppo, qui le occasioni di lavoro sono minime e loro non intendono tornare indietro. 

Attualmente la loro situazione come si prospetta
La compagine ospitata dalla Masseria Del Monte è abbastanza eterogenea; solo pochi di loro hanno avuto lo status di rifugiati politici. Pur arrivando dalla Libia, infatti, la maggior parte di loro si trovava lì per lavorare e pertanto non ha avuto i requisiti per il riconoscimento di rifugiato politico. Tuttavia tutti hanno avuto il permesso di soggiorno e quindi sono in grado di muoversi per cercare un lavoro ed una casa. Sarebbe tuttavia opportuno attivare degli interventi mirati e lungimiranti per garantire stabilità e certezza a questi ragazzi. 

Quali strumenti sono stati adottati? 
Di concerto con la Prefettura, abbiamo cercato e stiamo cercando tuttora di individuare i bisogni specifici di ciascun migrante onde garantirgli mobilità, sostegno (non di natura economica) e, ove necessario, assistenza sanitaria. Si cerca inoltre di supportarli a livello informativo attraverso lo Sportello immigrati presso il Comune dove verranno comunicate strutture e percorsi di accoglienza a livello nazionale. 

M. Maddalena Bitonti 

(fonte: Belpaese)
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