Saldi 2013, come togliersi qualche sfizio ma con l'occhio al cartellino

mercoledì 9 gennaio 2013
 Nonostante la crisi economica, l'Imu, la disoccupazione, l'inizio dei saldi offre un'ottima occasione di togliersi qualche sfizio. Ecco le regole d'oro per non pentirsi degli acquisti

Con l’inizio dei saldi  invernali si può dare una spolverata al guardaroba e concedersi qualche desiderio che altrimenti resterebbe inesaudito.  
Le regole per non perdersi nel mare delle offerte e nella giungla dei prezzi ribassati e strombazzati è comprare le cose giuste, senza esitare a fidarsi dei trucchetti della zia, cioè portare con sé l’esatto budget che si intende spendere, che siano 10, 100, o anche 1000 euro. Molto importante, lo dicono anche le associazioni dei consumatori, è poi avere in mente ciò che si desidera acquistare e confrontare il prezzo pieno con quello ribassato per evitare che commercianti furbetti facciano la magia del cartellino e che spaccino per sconti quelli che in realtà non lo sono.
 
Un'altra insidia da cui guardarsi sono i ricicli, cioè i prezzi ribassati sui fondi di magazzino, che possono rappresenare un interessante capitolo a parte, ma non possono mai essere l'oggetto del vero saldo, che si riferisce alle collezioni delle stagioni in corso.

Controllare i cartellini, verificare provenienza e qualità dei prodotti e cercare di capire se i vestiti facciano parte dell'ultima collezione o meno. Evitare di acquistare capi privi di etichetta. Non solo. Chi promette ribassi che superano il 60% del prezzo a volte ci sta prendendo in giro, salvo che non ci siano promozioni reali o che si tratti di catene di abbigliamento low cost che adottano spesso e volentieri un salutare fuori tutto, non potendo contare su un vero circuito outlet.

Sempre le associazioni dei consumatori (Adusbef,  Altroconsumo, Federconsumatori) spiegano che i saldi  migliori sono quelli tra il 30 e il 40%. Fate attenzione però i commercianti sono sempre tenuti a sostituire la merce difettosa o il prezzo rimborsato specialmente se c'è difetto grave e non riparabile anche se il negoziante ha appeso in negozio un cartello con scritto ‘la merce in saldo non si cambia’.
E se si ritiene di aver subito un torto, una frode, allora occorre segnalarlo ai vigili urbani che hanno il compito preciso di controllare il regolare svolgimento dei saldi di stagione, sotto ogni profilo. Non è infatti da sottovalutare che i furbi danneggiano anche e soprattutto i tantissimi commercianti onesti.
 
I leccesi affrontano questi saldi in due modi diversi.  Secondo la nostra guru in fatto di moda e conoscenza dei gusti dei salentini,  Maria Luisa Morry Capasa, titolare di Smart, c’è un altro concetto di saldo, più discreto e di gusto, percui la clientela non si affanna più di tanto ma spesso sceglie capi di grande pregio  che possano però durare nel tempo. Ecco perché i saldi di qualità pare stiano sbaragliando la concorrenza.
 
Altri commercianti del centro però segnalano un'eccessiva cautela negli acquisti, con moli clienti che passeggiano per le vetrine ma alla fine comprano poco e niente. Le parole d'ordine, insomma, sono risparmio e oculatezza.
E se l’affare non vi è riuscito non demoralizzatevi non resta che aspettare la primavera e riprovarci la prossima stagione.
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